UNITI PER L’AMBIENTE VUOLE UN CONSIGLIO COMUNALE

 

centrale biogas

Urge impedire la realizzazione di impianti di trattamento dove non dovrebbero essere realizzati.

La mobilitazione dei cittadini di Anzio contro la realizzazione delle centrali biogas e di un impianto di stoccaggio, concentrati nel raggio di 300 metri continua, anzi cresce alla luce delle accuse rivolte dalla Magistratura nei confronti di quelle persone che una di queste centrali hanno approvato contro la volontà dei cittadini che rappresentavano.

I dubbi sulla limpidezza dei comportamenti contribuiscono a far crescere la rabbia di coloro che sono oggi chiamati a saldare il conto. La mobilitazione è organizzata da Uniti

Per l’Ambiente, il coordinamento di Associazioni e Comitati, che è riuscito finora a convogliare il dissenso esclusivamente su un canale di legalità e che da esso non intende scendere a compromessi né con la spinta verso il dissenso di piazza, né con i partiti politici che, direttamente o indirettamente, sono responsabili del modo in cui questo brutto affare è stato gestito.

Tutti i partiti politici, perché, per sintetizzare quello che correttamente dichiara il Consigliere De Angelis, già Sindaco e candidato Sindaco, “l’Assessore all’ Ambiente è vittima di un sistema in cui i controlli non sono stati capaci di fermarlo” ed la responsabilità dei controlli coinvolge tutti a partire dal Sindaco e finire con il Consiglio Comunale.

Chi può dimenticare i blandi rimproveri che provenivano dalla maggioranza all’ Assessore Placidi mentre nelle vie di Anzio di viveva e (si vive) un’emergenza ambientale? Chi ha dimenticato le diatribe tra le parti che hanno impedito e stanno ancora impedendo un chiarimento su quanto è successo?

Chi non ricorda il Sindaco di Anzio dichiarare in Consiglio Comunale “Se il Dirigente sta bene a me, sta bene a tutti”: quel dirigente che se ne va in vacanza mentre le strade di Anzio sono trasformate in una discarica a cielo aperto; quel dirigente che è ora indagato per reati gravissimi.

Come si fa a tirarsi fuori da fatti gravi che sono stati originati da persone da te scelte, da te volute e da te difese? Non è così che funzionano le cose!  La gente di Anzio è decisamente stanca e vuole fatti. Ora. Prima che sia troppo tardi e prima che la ragionevolezza di pochi sia costretta a soccombere di fronte all’ irruenza di molti.

Urge un dibattito in cui si approfondisca la situazione reale dei fatti, si analizzino i comportamenti, si individuino gli errori commessi e ciò senza intenti punitivi ma solo per approntare i necessari correttivi affinché gli interessi dei cittadini vengano riportati nella posizione prioritaria in cui la democrazia ed il buon governo li devono porre.

Contatti sono in corso da parte di Uniti Per l’Ambiente con tutti i rappresentanti politici al fine di riportare tutti alla ragionevolezza ed a quel senso di responsabilità che non sembrano albergare nella Giunta ma nemmeno del Consiglio Comunale del Comune di Anzio, dove l’argomento prevalente sembra essere quello di prepararsi a fare coalizioni vincenti.

Sfugge un concetto fondamentale: le coalizioni vincono sui programmi e non credo proprio che possa essere vincente oggi ad Anzio, con quanto succede a livello giudiziario, con una situazione dei rifiuti drammatica, con una centrale Biogas in costruzione fra le case di Sacida, una coalizione che non faccia chiarezza sulla sua posizione di fronte a questi problemi. Chiarezza innanzi tutto nel linguaggio: l’ipocrisia che pur ha pagato fino ad oggi, non paga più: ora servono atti. C’è disponibilità da parte di Consiglieri lungimiranti a convocare un Consiglio Comunale ma questo non basta.

C’è stato già un Consiglio Comunale in cui una mozione, ben costruita, fu votata all’ unanimità per fermare lo scempio di centrali biogas in Zona Lavinio-Sacida, ma quella mozione è stata trattata come carta straccia o meglio come carta igienica: una centrale è in corso di realizzazione e l’obiettivo numero uno resta quello di fermarla perché la sua realizzazione è un errore da correggere.

Un errore che mette a rischio la vita delle persone va corretto. Sempre. E non ci sono atteggiamenti più o meno ipocriti che possono convincere del contrario. Uniti Per l’Ambiente ha offerto al propria collaborazione affinché il dibattito pubblico si tenga ed affinché da esso scaturiscano atti concreti ed esecutivi: il tentativo di continuare a tirare la corda potrebbe portare a spezzarla con danni per tutti.

Quindi si convochi il Consiglio Comunale ad hoc, si apra una discussione per definire il punto in cui si è giunti e perché; si approvi una mozione che costituisca un ulteriore “atto di indirizzo” che metta il Sindaco di fronte alle proprie responsabilità e che gli imponga, per quanto una mozione può imporre, di fermare la costruzione di una centrale che egli stesso avrebbe rifiutato se fosse andato ad esprimere la posizione del Comune in Conferenza di Servizi nel 2012.

Poi si proceda, nel corso dello stesso Consiglio, ad approvare un Ordine del Giorno con cui si definiscano atti concreti come la immediata costituzione della Commissione Rifiuti, le disposizioni di tipo tecnico amministrativo atte a tutelare i cittadini della zona Lavinio-Sacida nei confronti della costruzione di impianti di trattamento o di stoccaggio dei rifiuti.

Tutti i rappresentanti politici di Anzio sono chiamati a partecipare al confronto per decidere e l’invito è rivolto specialmente a coloro che in passato hanno tanto lavorato e dibattuto su questo grande problema del nostro territorio. La discussione porterà in evidenza la posizione di ogni singolo Consigliere di fronte a questo problema cruciale per il territorio e la limpidezza dei comportamenti sarà il vero vaglio per definire una colazione come vincente.

Sergio Franchi

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