COMMISSIONE SPECIALE RIFIUTI E BIOGAS

UNITI PER L’AMBIENTE

Coordinamento di Comitati ed Associazioni Anzio

Gennaio 2020

A dispetto di tutto ciò che UPA si è impegnata a fare nei mesi scorsi ……

Lo si sapeva, ma l’atto conclusivo di questa storia è il regalo peggiore che la città di Anzio potesse ricevere. Nei giorni scorsi è stato infatti eseguito il collaudo della nuova centrale biogas nella zona industriale di Padiglione. Il collaudo è stato ratificato dalla Regione Lazio e dai funzionari dell’ufficio tecnico del comune di Anzio che hanno verificato la correttezza degli adempimenti previsti dalla normativa per la realizzazione della centrale.
Va ricordato che l’impianto è stato realizzato a poche centinaia di metri da una scuola e a ridosso delle abitazioni. E proprio i contraccolpi dovuti all’ impatto ambientale per mesi sono stati al centro di feroci polemiche che hanno coinvolto lo stesso comune che sotto la gestione Bruschini non solo nulla ha fatto per impedire la realizzazione della centrale, ma ha addirittura rilasciato parere favorevole.
La nuova centrale biogas che sarà operativa da gennaio potrà trattare fino 65 mila tonnellate di rifiuti organici l’anno, mentre Anzio ne produce poco meno di 20 mila l’anno. E’ quindi del tutto evidente che la nuova centrale biogas di Anzio tratterà anche rifiuti organici provenienti da altri comuni della provincia di Roma. Insomma Anzio rischia di diventare la pattumiera del Lazio.
Per fortuna che nei mesi scorsi prima la Regione Lazio e poi Città Metropolitana hanno dato parere negativo definitivo per la realizzazione di un’altra centrale biogas sempre nella zona di Padiglione.

(Fonte)

Tra l’altro, la Commissione Speciale per rifiuti e Biogas, istituita un paio di anni fa, per volere del coordinamento, è stata sciolta per motivi ufficialmente di inutilità.

Ma la battaglia non finisce qui.

È stato inoltrato un esposto alla Procura che è approdato sui tavoli del  Tribunale di Velletri, e attende un magistrato che si occupi del caso.

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Oggetto: Comunicato Stampa

Il giorno 26 febbraio si è tenuta, nella Sala Giunta di Villa Sarsina,  la seconda riunione della Commissione speciale per gli impianti di trattamento e rifiuti.  Non si ha notizia della presenza di rappresentanti della stampa e nessun comunicato è stato divulgato nel merito da Uniti per L’ambiente nel rispetto della propria apartiticità durante un’accesa campagna elettorale. Sono circolate notizie in merito a quella riunione che forniscono un’immagine distorta della stessa con articoli corredati da foto che non si riferiscono nemmeno alla riunione del 26 febbraio .  Comprendiamo la necessità di alcuni personaggi locali di rincorrere una visibilità che forse non riescono a raggiungere con atti concreti, visibilità necessaria a chi fa attività politica e di partito. Ad Uniti Per l’Ambiente basta semplicemente mettere in chiaro come stanno le cose per fornire una corretta informazione a coloro con cui condivide l’impegno in difesa dell’ambiente. La riunione della Commissione si è svolta in un’atmosfera molto tesa a causa del ritardo con cui si sta gestendo l’intera operazione, un ritardo che potrebbe portare a quel nulla di fatto a cui molti tendono. Mentre la mozione approvata il 2 febbraio prevedeva la nomina di tre tecnici entro 10 giorni, dopo 24 giorni i Commissari si trovano ancora a discutere sui nomi secondo proposte espresse politicamente ed senza un disciplinare comune per definire lo scopo per cui essi devono essere incaricati. UPA, attraverso il suo portavoce,  ha proposto le candidature di un noto tecnico ambientalista, Giorgio Libralato, impegnato da anni nella lotta contro le centrali biogas e di Pasquale Milo noto membro dell’ISDE, l’Associazione dei Medici impegnati nella difesa dell’ambiente. E lo ha fatto di diritto in quanto, in attuazione del mandato del Consiglio Comunale,  il Coordinatore di Uniti Per l’Ambiente è l’unico Commissario eletto in rappresentanza dei Comitati e delle Associazioni. Quindi qualsiasi altra candidatura proviene dalla parte politica e la proposta del terzo tecnico viene fatta appunto da uno dei Consiglieri, su suggerimento di un’associazione e  con la specifica caratterizzazione  che egli sia imparziale e che “tuteli gli interessi dei cittadini ma anche quelli della ditta”.  Nella convinzione che la ditta abbia mezzi e danaro per tutelare i propri interessi nel modo più ampio ed efficace e che siano i cittadini che vadano tutelati contro soluzioni nate solo a fini speculatori, UPA crede che i tecnici incaricati dal Comune  di Anzio debbano essere nominati per tutelare gli interessi della parte debole e cioè degli abitanti,  che sono chiamati a pagare il conto e che siano quindi professionalmente capaci  di farlo. La Commissione ha quindi accettato i tecnici proposti da UPA a difesa della gente ed anche un tecnico “imparziale” proposto da un altro Commissario presente. Ora si dovrà passare agli incarichi in una corsa contro il termine delle Consiliatura. Restano tutti i dubbi sulla reale volontà della politica di Anzio di giungere a quei risultati che  la gente si attende per saperne di piu e per vedere tutelati i propri sacrosanti diritti. Il Commissario in rappresentanza di UPA ha voluto, con l’enfasi necessaria, ribadire che i cittadini di cui è portavoce si aspettano fatti e risultati. Solo fatti e risultati.

Addetto Stampa di UPA