U. P. A. D. A. Sezione tutela animali

UNITI PER L’AMBIENTE IN DIFESA DEGLI ANIMALI

In una riunione non formale, tenutasi on line  i primi giorni di dicembre,  si è discusso di una vecchia idea, più volte accantonata in passato per mancanza di persone disposte a lavorarvi  e cioè quella di sviluppare una capacità del gruppo nella tutela di una parte importante dell’ambiente: quella  degli animali in genere e di quelli abbandonati in particolare.

Nella riunione,  la necessità di occuparsi di un mondo, che per molte persone rappresenta regione di vita, è stata ribadita e si è parlato di formare un nucleo di approfondimento della problematica e di dare, quindi,  vita a Uniti Per l’Ambiente – Difesa degli Animali (UPA-DA).

Con questa iniziativa si da la possibilità, ai  cittadini di Anzio che ritengano necessario fare qualcosa per il benessere di amici fedeli e degli animali che non godono di nessuna assistenza, di poter fare un gesto concreto per aiutarli. Laura Lazzarini, che sta sviluppando il suo progetto di lavoro e che sta formando un team che opererà nelle attività che UPA-DA saprà sviluppare, è raggiungibile all’indirizzo upadifesanimali@gmail.com.

Ogni segno di partecipazione sarà ben accetto.

Ma di che si occuperà UPA-DA?

Non è nei programmi di sviluppo di Uniti Per l’Ambiente di fare assistenza diretta agli animali;  attività che, associazioni benemerite come quella delle Guardie Zoofile di Marsili,  fanno egregiamente da anni;  ma l’impegno, almeno a livello iniziale, è quello di operare a livello organizzativo ed istituzionale.

L’attività che UPA-DA intende svolgere è quella di essere tramite tra gli animali e le loro esigenze e le istituzioni che le dovrebbero soddisfare per responsabilità amministrativa: e chi conosce la situazione di Anzio sa che c’è molto lavoro da fare sia a livello organizzativo che sul piano prettamente assistenziale. Le esigenze degli animali che vivono sul territorio che, giova ricordare, costituiscono una problematica ambientale a tutti gli effetti, restano, troppo spesso, argomento negletto la cui soluzione  viene, sempre troppo spesso,  demandata  all’iniziativa di associazioni e di privati cittadini.

Un argomento fra tutti:  quello della mancanza di un ricovero per cani gestito o comunque amministrato dal Comune di Anzio. Attualmente la funzione di “canile municipale” del comune di Anzio viene esplicata dalla struttura privata convenzionata Alba Dog di Pomezia che, anche di recente,  ha dato adito qualche segnalazione di inadeguatezza tale da attrarre l’attenzione della Magistratura ed anche da sollecitare la visita ispettiva dell’Assessore all’ Ambiente del Comune di Nettuno, anch’ esso convenzionato con Alba Dog.

Alcuni mesi orsono il Consiglio Comunale di Anzio ha votato all’ unanimità una mozione  per la realizzazione di una struttura comunale dedicata a risolvere i problemi di assistenza dei randagi di Anzio. Un progetto che, giova ricordare, faceva parte del programma elettorale del Sindaco De Angelis. Uniti Per l’Ambiente che, per vocazione, si pone sempre in posizione di confronto e collaborazione con le istituzioni, si renderà disponibile a contribuire alla realizzazione di questo progetto in tempi brevi ed a collaborare nelle fasi successive per la sua migliore operatività.

Come già avvenuto in passato i rappresentanti di Uniti Per l’Ambiente abbandoneranno, però,  ogni tavolo ed ogni confronto in cui non c’è volontà di produrre effetti positivi per le iniziative condivise e consolidate che nascono da reali esigenze dei cittadini.

Ma i problemi degli animali sono molteplici; ricordo un gruppetto di amici di Lavinio che, tempo fa,  proposero, in una riunione di Uniti Per l’Ambente, di discutere quello che, per molti possessori di cani, è un problema che non riescono a risolvere e cioè la mancanza di aree di sgambamento per i loro animali. UPA-DA nasce quindi, analogamente ad  ogni attività di volontariato di questo genere, come un’idea strutturata ed attuabile; come un contenitore a fine di interesse pubblico che potrà diventare un’attività e produrre risultati che migliorino la vita,  solo se la generosità delle persone a fare un pò di servizio sociale saprà  colmarlo e farlo vivere.

 

Documento importante:

In tema di prevenzione al randagismo Leggi, Decreti e Delibere, sia nazionali che regionali, non mancano fin dal 1954!

La normativa applicata dalla Regione Lazio è la seguente:

La più importante è la Legge quadro in materia, la n.281 del 1991, che ha rappresentato un elemento di forte innovazione rispetto alla precedente normativa nazionale perché ha introdotto il divieto della soppressione dei cani randagi o comunque ricoverati presso i canili sanitari. Viene inoltre ben definita la differenza tra canile sanitario e canile rifugio così come le differenti responsabilità degli enti coinvolti: ASL (primo soccorso, sterilizzazioni, microchip come da DG 43/2010), Servizi sanitari e Comuni.

I Comuni sono tenuti a mettere a disposizione della ASL almeno le strutture da utilizzare come canili sanitari e dotarsi di strutture, anche in convenzione, per accogliere gli animali provenienti dai canili sanitari dei quali non si è rintracciato il proprietario o che ne siano sprovvisti (un unico canile può comunque essere sia sanitario che rifugio se dotato di spazi sufficienti). Vedi schema riepilogativo, visivamente molto chiaro circa i doveri del Comune.

Un contatto da verificare presso la Regione Lazio è la Sig.ra Maura Mazzei 06/51683048 mmazzei@regione.lazio.it

Alle Regioni è stato demandato il compito di applicare le norme nazionali. Si noti che il Fondo Prevenzione Randagismo potrà contare, per l’anno 2020, sull’autorizzazione alla spesa di 1milione di euro per le finalità della Legge 281/1991. Si tratta di un finanziamento di circa tre volte superiore a quello delle ultime manovre finanziarie. Speriamo che la Regione Lazio impieghi bene la sua quota parte.

 

Passiamo alle note dolenti appunto:

Di seguito i doveri, elencati dal Ministero della Sanità, che riguardano i Comuni.

A questi va aggiunto il più importante, sancito con Delibera della Giunta regionale del Lazio n.43 del 2010 che stabilisce a chiare lettere come “i Comuni con popolazione superiore a 20mila abitanti DEVONO prevedere nei propri strumenti urbanistici la realizzazione di canili rifugio “ mentre, per quelli inferiori ai 20mila abitanti, c’è lo stesso obbligo ma con la possibilità di consorziarsi.

 

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