UPA VERDE

Dopo UPA Mare, è stato costituito l’ ultimo settore di UPA, e cioè UPA Verde, che permette agli amanti della natura di formare un gruppo operativo avente lo scopo di occuparsi della  difesa e della protezione  della flora di Anzio.

Il settore si preoccuperà di proporre attività e progetti per la protezione e la fruizione del patrimonio verde del nostro comune  il quale, in molti casi, si trova in stato di abbandono.

Le modalità per iscriversi al gruppo sono le stesse di UPA MARE.

 

Gli altri settori:

OSSERVATORIO AMBIENTALE UPA

UPA MARE

UPA ALERT

UPA SCUOLA

Il bell’articolo, esaustivo, su una tecnica che dovrebbe essere applicata con maggior frequenza.

Il suolo è vitale

di Massimo Centemero

Materia Rinnovabile numero 31 / Maggio

 

Non è semplice descrivere quanto sia importante il suolo per la vita. Il suolo, anzi, i suoli perché ne esistono di svariate tipologie, rappresentano dei sistemi molto complessi. La loro importanza e il loro valore possono essere compresi solo se non ci si limita a definire il suolo un’entità fisica, un sistema inerte. Proviamo a considerarlo non solo sotto l’aspetto puramente fisico e spaziale e a immaginarlo non come il substrato su cui coltiviamo piante, costruiamo case o che banalmente calpestiamo ogni giorno. Il suo significato è più comprensibile e ampio se si pensa che esso rappresenta il confine iniziale e finale delle attività dell’uomo, l’alfa e l’omega della sua vita e se si considera che i suoli sono mutevoli nelle loro composizioni, forme e dimensioni. Alla dimensione spaziale si affiancano, proprio in riferimento allo sguardo che l’uomo ha sul suolo, altre dimensioni: produttiva, chimica, ambientale, estetica e via discorrendo.

Sostanza organica e fertilità

Ma c’è una componente che rende affascinante il ruolo che il suolo ha nelle varie dimensioni: la sostanza organica. Benché contenuta in basse quantità (si stima una concentrazione media tra 1 e 3% nei suoli italiani) la sostanza organica ne garantisce la fertilità rendendolo, per esempio, ospitale alla vita delle piante, quindi coltivabile per la produzione di alimenti per la zootecnica e per il consumo umano.
La fertilità del suolo è “la mirabile attitudine a produrre”(cit. Cosimo Ridolfi) e la sostanza organica influisce direttamente sulla fertilità, sulle proprietà chimico-fisiche e sulla qualità di un suolo.

Gli effetti che la sostanza organica ha sul suolo sono molteplici, possono essere diretti e/o indiretti coinvolgendo tutti e tre gli stati che compongono il suolo (solido, liquido e gassoso) e comprende effetti chimici, fisici e biologici.
Quindi la sostanza organica sostiene la crescita delle piante rendendo disponibili elementi nutritivi. Questo processo è facilitato:

– dalla conservazione di nutrienti nella sostanza organica;
– dalla disponibilità e dalla cessione “a lento effetto” dei nutrienti alle piante;
– dai processi fisici e chimici che controllano l’assorbimento dei nutrienti, la disponibilità, lo spostamento e le eventuali perdite in atmosfera e in falda.

Microrganismi e biodiversità

Nel complesso, la fertilità dei suoli dipende dalle interazioni tra la matrice minerale del suolo, piante e microbi e sostanza organica. La sostanza organica è il substrato principale su cui vivono e si moltiplicano i microrganismi: questi ultimi governano i cicli biogeochimici degli elementi (per esempio azoto, fosforo, zolfo). Sono responsabili sia della costruzione che della decomposizione di sostanza organica e quindi per la conservazione e la disponibilità di nutrienti nei suoli. Oltre al numero di microrganismi è di estrema importanza la variabilità microbica, la biodiversità. La biodiversità del suolo riflette il mix di organismi (micro e macro) viventi in esso presenti. Questi organismi interagiscono l’uno con l’altro, con il suolo e con le radici di piante, formando una fitta rete di interazioni biologiche.

La sostanza organica come indicatore ambientale

Un alto contenuto di sostanza organica nei suoli fornisce sostanze nutritive alle piante e migliora la disponibilità di acqua. Inoltre, migliora la stabilità strutturale del suolo promuovendo la formazione di aggregati che, insieme alla porosità, assicurano una sufficiente aerazione e permeabilità all’acqua per sostenere la crescita delle piante. Con una quantità ottimale di sostanza organica, la capacità di filtrazione dell’acqua dei suoli favorisce l’approvvigionamento di acqua pulita.
Un uso sostenibile del suolo significa utilizzarlo in un modo e a un ritmo in grado di preservare a lungo termine la sua moltitudine di funzioni e proteggere e/o migliorare la sua qualità, mantenendo così il suo potenziale per soddisfare le probabili esigenze e aspirazioni del presente e delle generazioni future.

Il contenuto di sostanza organica nel suolo è anche un potenziale indicatore ambientale, in quanto si correla con numerosi aspetti della produttività della pianta coltivata e della sostenibilità degli agroecosistemi e della conservazione dell’ambiente. Attraverso l’accelerazione della mineralizzazione della sostanza organica, i suoli possono essere una fonte sostanziale di emissioni di gas serra nell’atmosfera. Sebbene l’impatto complessivo dei cambiamenti climatici sugli stock di carbonio organico sia molto variabile a seconda della zona e del tipo di suolo, l’aumento delle temperature e l’aumento della frequenza di eventi estremi possono portare a un aumento delle perdite di Soc (soil organic carbon). Su scala globale, il pool di carbonio organico (che rappresenta la componente più rilevante della sostanza organica e anche una misura di essa) immagazzinato nel primo metro di terreno ammonta a circa 1.500 PgC (petagrammi di carbonio), che è quasi il doppio del carbonio contenuto nell’atmosfera (circa 800 PgC) e il triplo del C contenuto nella vegetazione terrestre (500 PgC).Questo eccezionale serbatoio di Soc non è statico, ma evolve costantemente tra i diversi pool globali di carbonio in varie forme.

Il suolo come serbatoio di carbonio

Le attività antropiche degli ultimi decenni hanno turbato il sistema biogeochimico alterando il bilancio tra carbonio fissato e il carbonio emesso. In particolare, il cambio di destinazione d’uso del suolo, alcune pratiche agronomiche e l’ulteriore deforestazione sono le principali cause dell’alterazione di questo equilibrio.
La conversione di suolo forestale – noto per essere un’importante riserva di carbonio fissato – a suolo agricolo, aggrava il bilancio complessivo del carbonio stoccato nei suoli. Il depauperamento della sostanza organica del suolo non ha solo conseguenze sulla fertilità integrale dei suoli, che diminuisce, ma anche sulle emissioni di CO2 e i bilanci totali di Soc nei suoli. In alcune zone d’Italia dagli anni ’80 a oggi si è assistito a un dimezzamento del contento in C organico dei suoli.
Anche alcune pratiche agronomiche, operando il rimescolamento, l’arieggiamento e la disgregazione degli aggregati del suolo, favoriscono la mineralizzazione della sostanza organica che, se non adeguatamente ricostituita, porta conseguentemente alla perdita di fertilità organica. Nonostante l’incredibile capacità del suolo nel conservare carbonio organico, un’intensa attività agricola non conservativa da parte dell’uomo è causa di una rapida mineralizzazione della sostanza organica e della sua trasformazione in CO2. L’agricoltura gioca, dunque, un ruolo chiave nel regolare i naturali bilanci di carbonio e al comparto agricolo dobbiamo riconoscere un ruolo attivo sul bilancio del C e un incredibile potenziale di accumulatore di carbonio, il cosiddetto carbon sink. Quindi, l’utilizzo del parametro carbonio organico è un ottimo indicatore per misurare la salute di un suolo agroforestale, per il contributo alla produzione alimentare ma anche per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici e per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Considerando il suolo come serbatoio di carbonio, in grado cioè di stoccare carbonio (e quindi indirettamente anidride carbonica atmosferica), una delle azioni più auspicate sarebbe quella di individuare strumenti (dagli incentivi economici alle pratiche di defiscalizzazione), che possano consentire di aumentare il carbonio nei suoli agricoli (o, almeno, di attenuarne le perdite). Il “buon governo” della dotazione di sostanza organica dei suoli italiani può essere garantito sia da operazioni conservative legate alla gestione della fertilità (lavorazioni, rotazioni, pratiche colturali conservative ecc.) sia da apporti di sostanza organica di origine naturale (letami, liquami, ammendanti compostati ecc.) generando, promuovendo e applicando la produzione e l’impiego di fertilizzanti rinnovabili.
Dunque, il mantenimento, la conservazione o l’arricchimento del contenuto in Soc nei suoli, deve essere visto con il duplice obiettivo di garantire una elevata fertilità organica in grado di soddisfare una altrettanto elevata produttività agricola e forestale e di mitigare i cambiamenti climatici.

 

15 Jun 2020

*Massimo Centemero è agronomo e direttore generale del Cic – Consorzio italiano compostatori

 

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UN PROGRAMMA PER SALVARE LA PINETA DEL LIDO DEI PINI

La Pineta della Gallinara è il bene naturale più grande ed importante di Anzio ed uno dei più grandi del Lazio; E’ una vera e propria  riserva di flora mediterranea inserita nel contesto di un’area archeologica,  fatta di vestigia romane che si estendono lungo il Lido dei Gigli fino alla villa di Nerone ed oltre. E’ un sito naturale di interesse Comunitario e quindi soggetto a protezione. E’ un luogo  che racconta eventi tragici e gloriosi dell’ultima guerra mondiale. E’ il parco che da il benvenuto ad Anzio ai Romani che a frotte invadono il litorale a sud della capitale nei mesi estivi. La Pineta della Gallinara è un grande parco di pini mediterranei che continua a morire ogni giorno senza che le istituzioni intervengano per arrestare la patologia. Da circa otto anni i pini subiscono un doppio attacco endemico da un fungo che ne fiacca la resistenza e successivamente da un coleottero che ne distrugge l’apparato di alimentazione fino a causarne la morte.

Il Gruppo Operativo Salviamo la Pineta nasce per l’iniziativa di Legambiente nel 2013 e raccoglie associazioni e cittadini di Anzio con l’intento di sensibilizzare e sollecitare  le istituzioni ad intervenire nel salvataggio della pineta. Ottiene qualche risultato, a seguito di risolute prese di posizione dei cittadini, come il divieto di utilizzo della pineta pubblica da  parte delle giostre e la piantumazione di una modesta quantità di alberi. Nel  2015 l’associazione candida la pineta per il 7 concorso del FAI “il luogo del cuore”. Viene votata da oltre 2000 cittadini e si classifica al primo posto dei siti naturale del Lazio Su richiesta del Comitato il Comune di Anzio sponsorizza questa iniziativa e prende impegno, attraverso l’Assessore responsabile, di finanziare uno studio  di ricerca da parte di gruppo universitario come suggerito dalla Regione Lazio. La somma relativa viene “allocata” ma mai resa disponibile  e nessuna ricerca è stata fatta e nessuna ulteriore azione   svolta nella direzione fitosanitaria. E gli alberi continuano a morire.  A qualche anno di distanza  il problema si è ulteriormente deteriorato il Gruppo  potenzia la propria organizzazione e sollecita  un intervento immediato da parte dell’Amministrazione Comunale di Anzio rivolta alla risoluzione del problema nella sua complessità. Il Gruppo Operativo Salviamo la Pineta, in tutta la sua consistenza e con tutta la sua potenzialità si pone a fianco dell’Amministrazione Comunale nello sforzo necessario per portare la pineta pubblica della Gallinara a diventare un parco attrezzato e fruibile, innanzi tutto per i suoi aspetti naturalistici, da parte dei cittadini. Si chiede, quindi, al Comune di Anzio:

 

  1. Costituire un punto di coordinamento fra Comune e Gruppo Salviamo La Pineta, per stabilire e mantenere contatti continuativi.
  2. Convocare una Conferenza dei Servizi in cui vengano invitati: La Regione Lazio, la Città Metropolitana, il Corpo della Guardia Forestale ed ogni altro ente che abbia responsabilità istituzionale. A tale Conferenza dovranno partecipare una rappresentanza della proprietà del Parco della Gallinara, dell’amministrazione del Campeggio Lido dei Pini e del Comitato Salviamo la Pineta. La Conferenza dei Servizi deve permettere le decisioni e il necessario coordinamento per intervenire in termini terapeutici sul problema fitosanitario.
  3. Coordinare, con la proprietà del Parco della Gallinara, che con l’ausilio dell’Università di Torino, ha già raggiunto risultati apprezzabili, l’ulteriore intervento per bloccare il fenomeno distruttivo. A tal fine dovranno essere allocati i fondi necessari all’attività di cura che verrà gestita da un ente universitario.
  4. Provvedere a recintare la Pineta per preservare e, quindi, permettere in sicurezza, gli interventi anche chimici che saranno necessari.
  5. In attuazione dell’art.43 della legge 27 dicembre 1997 n.449 , in conformità dell’art. 119 del Testo unico delle autonomie locali n. 267 dell’ 8 agosto 2000 ed in attuazione della normativa all’ uopo stabilita dal Comune di Anzio, concordare ed approvare un progetto di adozione del Parco Pubblico del Lido dei Pini da parte di un’entità costituita e rappresentativa dei cittadini riferita al Gruppo Operativo Salviamo la Pineta, che provvederà, nei termini concordati, alla gestione ed alla fruizione del parco pubblico.

La risoluzione del problema di una pineta che si sta estinguendo e che lo sta facendo da anni, richiede interventi rapidi e coordinati. Il Comune di Anzio non ha inteso, in passato, affrontare il problema nella sua globalità. E’ tempo che lo faccia e se occorre, lo metta in discussione in Consiglio Comunale, anche al fine di facilitare l’impiego delle risorse che, inevitabilmente si renderanno necessarie.

Sergio Franchi

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         UPA APPOGGIA ATENA NELLA TUTELA E NELLA VALORIZZAZIONE DELLA RISERVA NATURALE DI TOR CALDARA

Dal mese di marzo si è costituito, all’interno dell’Associazione Atena, un gruppo di approfondimento ambientale con l’ottica di contribuire alla tutela ed alla valorizzazione della Riserva Naturale di Tor Caldara e delle aree limitrofe, per verificare e studiare alcuni aspetti, evidenziare man mano le criticità, e proporre soluzioni. L’Associazione Atena è membro del Coordinamento UPA, ed il Coordinamento  Uniti Per l’Ambiente attraverso il responsabile del proprio settore VERDE è coinvolto da subito nel PooL di approfondimento ambientale Atena e sostiene l’iniziativa generale a tutela e valorizzazione della Riserva Naturale di Tor Caldara.

GLI SMOTTAMENTI DEL 5 APRILE LUNGO LA VIA ARDEATINA IN ZONA TOR CALDARAIl 5 aprile 2019 una serie di smottamenti ha scosso la tranquillità di Lavinio mare, inghiottendo in parte sia una macchina e sia un mezzo di soccorso che si era recato sul posto per un intervento fognario. La fogna difatti risultava ostruita e forse in parte collassata. Il tutto è avvenuto lungo la Via Ardeatina nei pressi della Riserva Naturale di Tor Caldara. A causare gli smottamenti di terra lungo la condotta fognaria forse la recente canalizzazione di una sorgente presente in loco all’ interno del fosso di scolo delle acque. E già sorge la prima domanda: con quale criterio e con quale autorizzazione si canalizza una sorgente in una caditoia? Da allora i lavori sono ancora in corso, con il dispiego di tanti mezzi, uomini, e senso alternato. Oltre al ripristino del tratto di conduttura fognaria interessato come verrà gestita l’acqua della sorgente? Come comunicato in una nota dall’ Assessorato all’ Ambiente di Anzio sono in atto tutti gli accertamenti da parte dei tecnici comunali e della Guardia Forestale per verificare la reale causa dei crolli e l’eventuale danno ambientale. Danno ambientale che non sono le voragini o l’eventuale inquinamento, ma, nel caso venisse accertato, il non corretto apporto idrico verso la Riserva. Perché non ci si è accorti della fuoriuscita di acqua di falda sul terreno appena livellato a seguito dell’apertura cantiere, come è ben visibile anche da una immagine Google, quindi a disposizione di tutti, di aprile 2018? Quanto capitato il giorno 5 aprile potrebbe rientrare in un discorso più ampio che coinvolge la Riserva Naturale di Tor Caldara, l’assetto idrogeologico dell’area, e la costruzione di una stazione di distribuzione carburanti. l’area presso la quale è in realizzazione la stazione di distribuzione di carburante risulta avere le caratteristiche di un terreno con presenza di acqua nel sottosuolo, come è emerso dal lavoro di analisi svolto dal Pool di approfondimento ambientale Atena, costituitosi all’ inizio di marzo 2019 con l’ottica di contribuire alla tutela ed alla valorizzazione della Riserva Naturale di Tor Caldara e delle aree limitrofe, per verificare e studiare alcuni aspetti, evidenziare man mano le criticità, e proporre soluzioni. L’Associazione Atena fa parte di UPA, ed il Coordinamento  Uniti Per l’Ambiente attraverso il responsabile del proprio settore VERDE è coinvolto da subito nel Pool di approfondimento ambientale Atena e sostiene l’iniziativa generale a tutela e valorizzazione della Riserva Naturale di Tor Caldara.

UPA Verde

UPA MARE

UPA ALERT

UPA SCUOLA

 

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